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Energia & Sviluppo

Idee rinnovabili per una vita sostenibile

Intervista a Lester Brown : il mondo che conosciamo cambierà

Sul blog di Beppe Grillo ieri è stato pubblicato il video di un intervista a Lester Brown, da Wikipedia :

Lester Russell Brown (1934) è uno scrittore, ambientalista ed economista statunitense. Ha scritto oltre venti libri sui problemi ambientali globali. I suoi lavori sono stati tradotti in oltre 40 lingue. È stato il fondatore del Worldwatch Institute nonché fondatore e presidente del Earth Policy Institute, organizzazione di ricerca non profit di Washington, D.C.

Nell’ intervista si parla del disastro ambientale causato dalla piattaforma petrolifera in Messico. Lester Brown ci dice che le possibili cause dell’ incidente sono due : o c’è stato un errore nelle procedure oppure, ipotesi più preoccupante, la tecnologia e la attrezzature che abbiamo a disposizione non sono state in grado di sopportare l’ enorme pressione che si è sprigionata dal giacimento. Il che si stava cercando di estrarre, infatti, si trova ad estrema profondità nel suolo e sotto un miglio di .

Se la seconda ipotesi fosse quella reale la situazione sarebbe preoccupante in quanto non sappiamo se si riuscirà a fermare la fuoriuscita di petrolio che di conseguenza continuerebbe a diffondersi e distruggere non si sa quanta parte del nostro mare.

Il Sig. Brown si chiede se ne vale la pena. Siamo giunti al famoso “picco del petrolio” : cioè fino ad oggi l’ estrazione del petrolio è sempre cresciuta negli anni ma ora ha cominciato a scendere a causa della diminuzione della quantità disponibile nel sottosuolo. Quindi vale la pena correre rischi così alti per andare ad estrarre “le ultime gocce” di petrolio rimaste sapendo già che tra non molto la nostra civiltà sarà costretta ad abbandonarlo?

Nell’ intervista il Sig. Brown continua analizzando la situazione economica ed energetica globale e di come questi due argomenti non siano connessi tra loro tra gli esperti. L’ economia, infatti, non riesce a contemplare nelle sue teorie la natura, la disponibilità di risorse, l’ inquinamento ed i danni ambientali. Inoltre ipotizza che si possa essere vicini anche al “picco dell’ acqua” a causa dell’ intensiva estrazione dalle falde per usi agricoli. Questo, dice, porterà a gravi conseguenze che se non studiate e prevenute in tempo arrecheranno un grande cambiamento (danno) al mondo che conosciamo.

Insomma negli ultimi 50 anni non abbiamo costruito uno . Nulla si crea e nulla si distrugge. La natura è in grado di ricreare le risorse che noi consumiamo ma non nei tempi in cui lo facciamo : pompiamo acqua dalle falde più velocemente di quanto queste si riempiono naturalmente, mangiamo più cibo di quello che la terra riesce a produrre, estraiamo più petrolio di quello che si crea nel sottosuolo, produciamo più CO2 di quella che il pianeta riesce ad assorbire. Insomma siamo un parassita, un cancro per il pianeta terra.

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Lido

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